Il vaccino su misura che combatte il melanoma: un passo avanti nella terapia anticancro

I vaccini contro il cancro mirano ad addestrare il sistema immunitario del corpo a riconoscere e attaccare le cellule tumorali esponendolo a specifiche proteine

Un recente articolo pubblicato su Science [1] ha portato alla luce un’importante risultato ottenuto nel trattamento del melanoma, grazie allo sviluppo di un nuovo vaccino personalizzato che mira alle mutazioni del tumore specifiche del paziente. Questo vaccino personalizzato, in combinazione con un inibitore dei Checkpoint, ha dimostrato grandi promesse in uno studio [2] condotto su pazienti sottoposti a intervento chirurgico per il melanoma, un tipo di tumore della pelle tra i più frequenti nel mondo (circa 300.000 nuovi casi all’anno).

I risultati, presentati al congresso annuale dell‘American Association for Cancer Research (AACR), forniscono una chiara evidenza che un vaccino progettato per colpire specifiche mutazioni presenti nel tumore di un paziente può prevenire la sua ricrescita. Tale ricerca potrebbe rivoluzionare il campo dei vaccini contro il cancro. Questo nuovo approccio si va ad integrare al sempre più ampio spettro di immunoterapie che sfruttano il sistema immunitario del corpo per combattere il cancro.

Il potenziale dei vaccini contro il cancro

I vaccini contro il cancro mirano ad addestrare il sistema immunitario del corpo a riconoscere e attaccare le cellule tumorali esponendolo a specifiche proteine, chiamate antigeni, presenti sulle cellule tumorali. Tuttavia, la sfida più grossa da affrontare che ha reso molti vaccini esistenti non particolarmente efficaci, è quella di riuscire a discriminare antigeni unici che altrimenti possono essere presenti anche sulle cellule normali e ridurre l’efficacia della terapia aumentandone gli effetti collaterali.

Un approccio personalizzato

Negli ultimi anni, grazie alla riduzione dei costi del sequenziamento del DNA, gli scienziati si sono concentrati sul sequenziamento delle mutazioni specifiche presenti nel tumore del paziente. Questo approccio permette la creazione di un vaccino che somministri specifiche proteine mutate, chiamate neoantigeni. Diversi studi hanno dimostrato che questi vaccini a neoantigeni possano stimolare la produzione di linfociti T specifici nei pazienti affetti da tumori solidi come melanoma, colon, polmone e cancro al cervello, e possano contribuire al controllo della crescita tumorale [3].

Risultati positivi nei pazienti affetti da melanoma

Per ottenere evidenze più definitive, Merck e Moderna hanno condotto uno studio randomizzato su pazienti affetti da melanoma avanzato, diffuso ai linfonodi e ad altri siti e poi rimosso chirurgicamente. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un farmaco inibitore dei checkpoint, in grado di bloccare la proteina PD-1 che consente ai tumori di sfuggire alle cellule T. Due terzi dei partecipanti hanno ricevuto infusioni del vaccino ogni 3 settimane per circa 4 mesi. Tale vaccino per il cancro è un vaccino a RNA messaggero (mRNA) incluso in nanoparticelle lipidiche in grado di istruire le cellule a produrre fino a 34 neoantigeni tumorali per paziente.

Risultati promettenti

Nel dicembre 2022, Merck e Moderna hanno riportato risultati molto incoraggianti [2]: i pazienti che hanno ricevuto il vaccino avevano il 44% in meno di probabilità di morire o di avere una ricaduta. Durante il congresso AACR, sono stati condivisi ulteriori dettagli, rivelando che dopo 18 mesi, il 79% dei pazienti che hanno ricevuto il vaccino era ancora in remissione, rispetto al 62% dei pazienti che avevano ricevuto solo l’inibitore dei checkpoint. Questi dati forniscono un segnale incoraggiante sull’efficacia del vaccino. Un aspetto promettente è che il vaccino ha funzionato indipendentemente dal numero di mutazioni presenti, suggerendo la sua potenziale efficacia nel trattamento di tipi di tumori con meno mutazioni, maggiormente resistenti all’immunoterapia.

Direzioni future

Per confermare questi risultati, è in programma uno studio più ampio che inizierà nel corso dell’anno. L’esito di questo studio potrebbe aprire la strada alla sua approvazione nell’utilizzo terapeutico.
Altre aziende come BioNTech e Genentech stanno portando avanti studi simili sul melanoma metastatico che potrebbero portare alla conferma di questa rivoluzione terapeutica.

Conclusioni

Lo sviluppo di un vaccino personalizzato contro il cancro, mirato alle specifiche mutazioni tumorali e paziente specifiche, rappresenta una svolta significativa nel trattamento del melanoma. I risultati promettenti dello studio offrono speranza per migliorare gli esiti e possono aprire la strada a progressi nella creazione di vaccini personalizzati per altri tipi di cancro. L’integrazione delle immunoterapie e dei vaccini personalizzati presenta un enorme potenziale per rivoluzionare il trattamento del cancro e offrire nuove possibilità ai pazienti che combattono questa malattia devastante.

Autore: Carlo Milia

Fonti:

[1] Personalized vaccine for melanoma may stave off cancer’s return
[2] A personalized cancer vaccine, mRNA-4157, combined with pembrolizumab versus pembrolizumab in patients with resected high-risk melanoma: Efficacy and safety results from the randomized, open-label Phase 2 mRNA-4157-P201
[3] mRNA cancer vaccines: Advances, trends and challenges

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